Torniamo nel salotto della Nonna e parliamo di phishing, in questo secondo episodio della rubrica più amata dagli over 60.
Siamo seduti lì, nel salotto, dove il computer fa "le cose da solo" e il modem ha "le lucine strane".
Per Nonna, parlare di phishing è peggio che parlare dei giovani. Non lo capisce e non si impegna a farlo. Eppure ha paura di una cosa, e abbiamo spinto su quella per ottenere tutta la sua attenzione.
"Vedi che ti rubano".
"Io se sono sola non apro a nessuno".
Ma il discorso si fa serio.
Serissimo.
Quindi deve capirlo. In un modo o nell'altro.
Con questo termine ci riferiamo a una tecnica di truffa informatica. Per rendere le cose comprensibili, possiamo dire che c'è la truffa con scasso, la truffa a mano armata e sì... c'è anche la truffa con phishing.
In questa tecnica, però, il malintenzionato "recita", "finge" e può presentarsi come la banca, un corriere, un fornitore di servizi o perfino un parente. Il suo unico obiettivo è convincere la vittima a fornirgli informazioni sensibili.
Parliamo dunque di password, ma anche di numeri di carte, dati aziendali o qualsiasi altro elemento che può permettergli di entrare in un sistema protetto.
La particolarità di questo attacco è che non viene forzato in nessun modo il sistema di difese del computer. Mira piuttosto alla psicologia del bersaglio spingendolo a consegnare volontariamente i dati.
Come lo fa? Creando urgenza e preoccupazione.
Se ti spaventa il phishing non preoccuparti e continua a leggerci, perché noi di Basso Informatica Gallarate ti insegneremo a difenderti!
Per prima cosa diciamo una verità che tranquillizza sempre tutti: se il truffatore avesse davvero già tutto quello che gli serve, non ti scriverebbe.
Ti mandano messaggi, email, SMS perché hanno bisogno che tu collabori. Senza il tuo clic, restano fuori dalla porta.
E questa è già una splendida notizia.
Non aspettarti un messaggio scritto male tipo: “Ciao dammi i soldi, grazie”. Magari! Sarebbe troppo facile.
Il phishing moderno si veste bene ed ha loghi, colori giusti e frasi che sembrano scritte realmente dalla posta, la banca o dal tuo collega.
Tra gli escamotage oggi più utilizzati abbiamo il corriere o comunque un sistema di tracciamento del pacco, altre volte come un servizio che già hai e ti avvisa di un problema urgente.
Sottolineiamo la parola perché il trucco è proprio quello: metterti urgenza per farti agire in fretta. Quando vai di corsa controlli meno, quindi potresti trovare inviti all'azione tramite link che recitano frasi come:
A quel punto, parliamoci chiaro, la nonna sgrana gli occhi e, ammettilo, anche tu. Giusto un pochino, ma non c'è da vergognarsi.
La paura è la leva più potente perché mette in pausa la parte razionale del cervello e accende quella del panico e nel panico si clicca, sì.
Anche per sbaglio.
Come abbiamo detto sin dall'inizio, la truffa non mira a disattivare le difese del tuo computer, ma le tue. Quindi, in moltissimi casi, non cliccare è abbastanza per proteggersi.
Lo sappiamo che sembra una risposta semplice, eppure nel 99% dei casi è così.
Da adesso in poi, se qualcosa ti mette fretta, ti agita, o ti chiede dati personali, fai un bel respiro e rileggi la comunicazione e ricordati sempre che:
Ecco, spiegato così anche Nonna ha capito e noi siamo stati felicissimi di aiutarla. A questo punto, però, ci ha fatto una domanda molto utile a cui vogliamo rispondere
Respira, Nonna. Di nuovo.
Non sei la prima persona e non sarai l'ultima. Succede a tutti e, lo diciamo senza peli sulla lingua, è successo anche a noi.
Anche cliccando su un link, ci sono buone probabilità di restare al sicuro, la differenza la fanno i dati che compili. Tuttavia, se dietro il phishing si nasconde un hacker, il link potrebbe scaricare programmi corrotti sul tuo dispositivo.
In questo caso, tutta la differenza del mondo la fa la velocità con cui chiedi aiuto. Prima intervieni, prima ci sono la possibilità di limare i danni.
Far finta di niente, invece, è come vedere l'acqua che entra in casa e decidere di non chiudere le finestre. Quindi (e questo è il punto che piace di più a Nonna) la vera difesa e non essere soli.
Lo facciamo ogni giorno, con strumenti di protezione, configurazioni corrette, controlli periodici e, soprattutto, con persone vere che rispondono quando c’è un dubbio.
Perché la sicurezza informatica non è fatta solo di programmi: è fatta di qualcuno che ti dice cosa sta succedendo e cosa fare adesso.
Se sei un privato, significa poter usare computer, posta elettronica e servizi online con più serenità, sapendo che prima di combinare un guaio puoi chiedere un parere.
Se hai un’azienda, significa proteggere accessi, dati, documenti, clienti e continuità del lavoro. Un click non deve fermare l’ufficio per giorni.
E sai qual è la parte migliore? Che non devi riconoscere ogni truffa da solo.
Devi solo sapere chi chiamare.
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