Ed eccoci qui con un altro contenuto della Rubrica: "L'Informatica Spiegata a Nonna".
Oggi, noi di Basso Informatica parleremo di truffe online e ti spiegheremo esattamente come riconoscerle. Ecco, questo è proprio uno di quegli articoli che devi mandare ai membri più anziani della famiglia, bene incorniciato in un quadretto da mettere sopra la scrivania.
Così potrai evitare le loro chiamate emozionate perché hanno appena trovato su internet un robot da cucina a funzioni multiple a soli 9,99 euro... Spedizione inclusa (ovviamente) con in omaggio una batteria di pentole, un aspirapolvere senza fili e anche un weekend alle terme!
"L'ho visto su Feisbuch", dicono.
E già qui senti il sangue gelarsi nelle vene.
Proprio per questo oggi abbiamo deciso di aiutarti. Perché anche noi abbiamo una Nonna chiamata "Il Clint Eastwood di Gallarate" per la rapidità con cui preme il tastino del mouse su "offerte fantastiche".
Come la abbiamo messa al riparo dai malintenzionati del web?
Spiegandole come riconoscere e prevenire le truffe online.
La regola d'oro è quasi brutale. Come abbiamo anticipato nel titolo del nostro intervento, se un'offerta è troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è.
Noi sappiamo che Nonna ha un talento innato per il commercio, ma contrattare per il prezzo alle bancarelle del mercato rionale non è lo stesso che navigare sul web con tutte le sue insidie.
Un cellulare nuovo a 49 euro? Una borsa di marca scontata al 90%? Un elettrodomestico costosissimo venduto "solo per oggi" a un prezzo ridicolo?
Ecco, questi sono tutti elementi che devono far scattare l'allarme nel nostro cervello. Ma non stiamo parlando di un piccolo lampeggiante stile lampadina di Natale. Intendiamo proprio un faro da stadio!
Anche l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), nel suo decalogo dedicato agli acquisti online sicuri, invita a diffidare dagli sconti eccessivi e dai prodotti offerti a prezzi irrisori o addirittura in omaggio.
Non perché dietro ogni sconto ci sia una truffa, ma perché i truffatori utilizzano proprio l'urgenza e il risparmio esagerato per farci cliccare prima di pensare.
(Hai capito, Clint Eastwood di Gallarate?)
Quindi facciamo attenzione. La procedura è questa:
Una delle truffe più comuni riguarda i falsi siti di e-commerce.
In pratica, i truffatori creano pagine che imitano i negozi online reali o marchi conosciuti. La difficoltà è che sembrano affidabili: logo in alto, foto belle, carrello, pulsante "acquista ora".
Magari hanno pure qualche recensione a 5 stelline in grado di aumentare la fiducia.
Il problema è che soprattutto sotto un vestito elegante può nascondersi un sito che punta a dati personali e informazioni sensibili sulla carta di credito.
A questo proposito, la Polizia Postale consiglia sempre di verificare l'autenticità del sito. Come?
In realtà è molto semplice, perché basta controllare con attenzione l'indirizzo internet (in alto sulla barra di ricerca).
Questo è fondamentale in quanto i "siti truffa" usano indirizzi molto simili a quelli originali, magari con una lettera cambiata, una parola aggiunta o un dominio strano.
Per farlo capire a Nonna, abbiamo utilizzato un esempio molto semplice.
Vai ogni giorno dal panettiere all'angolo. Da anni guardi la sua insegna che recita: "Da Mario". Se quando ci andrai la prossima volta, noterai un'insegna con su scritto: "Da Mario Official". O, più semplicemente: "Da Marioo". Con due "o"...
Ecco, magari entreresti con sospetto e controlleresti bene prima di acquistare.
Devi avere, online, lo stesso atteggiamento che hai nella vita di quartiere, ovvero, diffidare davanti alle stranezze.
Un sito web o un negozio fisico, per dare tranquillità al cliente, dovrebbe sempre avere delle informazioni chiare come:
Se ciò è assente o scritto in maniera vaga è sempre meglio fermarsi.
Un altro segnale da non ignorare riguarda il metodo di pagamento.
Se un sito accetta solo bonifico bancario, ricariche strane o metodi poco tracciabili, bisogna fare molta attenzione. L’AGCM consiglia di non acquistare da siti che richiedono il pagamento solo tramite bonifico e che non permettono concretamente l’uso di carta di credito o altri sistemi di pagamento tracciati.
Tradotto per Nonna: se il venditore vuole i soldi subito, ma poi sparisce, non va bene.
I sistemi di pagamento più sicuri offrono spesso maggiori possibilità di controllo, contestazione o protezione in caso di problemi. Questo non significa che ogni bonifico sia pericoloso, ma se è l’unica opzione su un sito sconosciuto, magari trovato da un annuncio social, è meglio respirare profondamente e chiudere la pagina.
Anche perché, diciamolo: nessuna friggitrice ad aria merita un’indagine internazionale.
Quando si parla di truffe online, non dobbiamo pensare solo agli acquisti. Molte frodi arrivano tramite email, SMS, messaggi WhatsApp o notifiche apparentemente ufficiali.
Il messaggio tipico dice qualcosa come:
Sono frasi costruite per generare ansia. Il truffatore sa che, se ti spaventa abbastanza, probabilmente cliccherai senza controllare. È un po’ come quando Nonna vede le offerte al supermercato e compra tre confezioni di biscotti anche se in casa ne ha già diciassette.
Un altro mondo meraviglioso, nel senso più pericoloso del termine, è quello degli acquisti direttamente sui social.
Annuncio bellissimo, foto perfette, commenti entusiasti, prezzo incredibile. Poi scrivi e il venditore ti dice: “Per ordinare mandami un messaggio privato”. Da lì, magari, ti chiede dati personali, pagamento immediato, bonifico o ricarica.
L’AGCM invita a prestare particolare attenzione agli acquisti effettuati direttamente attraverso i social media e suggerisce di preferire siti di venditori che utilizzano procedure certificate.
Per Nonna possiamo dirla così: comprare online va bene, ma comprare da uno sconosciuto che spunta nei messaggi privati con l’urgenza di un televenditore alle tre di notte, anche no.
I social sono pieni di attività serie, certo. Ma proprio perché sono spazi veloci, emotivi e pieni di annunci, bisogna controllare con calma chi c’è dietro.
A questo punto Nonna potrebbe chiederci: “Va bene, ma allora come faccio a capire se mi stanno fregando?”.
Ecco una piccola lista, una sola, così non trasformiamo l’articolo in un libretto d’istruzioni della lavatrice.
Una possibile truffa online spesso ha questi segnali:
La cosa importante è non vergognarsi del dubbio. Anzi, il dubbio online è una forma di intelligenza. Non è essere sospettosi: è essere prudenti.
Prima di acquistare su un sito che non conosciamo, possiamo fare qualche controllo semplice.
Il primo è cercare il nome del sito su Google insieme a parole come “recensioni”, “truffa”, “problemi”, “opinioni”. Non è una prova assoluta, ma spesso aiuta a capire se altri utenti hanno avuto brutte esperienze.
Poi bisogna controllare l’indirizzo del sito. È scritto bene? Corrisponde al marchio ufficiale? Ha pagine chiare su resi, spedizioni, privacy e contatti? Esiste un servizio clienti? Le condizioni di vendita sono comprensibili?
Infine, meglio preferire metodi di pagamento tracciabili e sicuri. Se qualcosa va storto, avere una prova del pagamento e un sistema di tutela può fare la differenza.
E se Nonna ha ancora un dubbio? Semplice: prima di comprare chiama il nipote. Che magari sbuffa, certo, ma meglio uno sbuffo oggi che una carta bloccata domani.
In conclusione, il punto non è spaventare le persone. Internet non è un vicolo buio pieno di malintenzionati con il cappuccio. È uno strumento utilissimo, comodo e ormai indispensabile. Possiamo comprare, informarci, pagare, prenotare, comunicare e semplificarci la vita.
Però, come tutti gli strumenti potenti, va usato con attenzione.
Le truffe online funzionano perché fanno leva su emozioni molto umane: fretta, paura, desiderio di risparmiare, curiosità, fiducia. Non colpiscono solo chi “non capisce di tecnologia”. Colpiscono chiunque abbia un momento di distrazione.
Ecco perché spiegare queste cose in modo semplice è così importante. Non serve diventare esperti informatici. Serve imparare a riconoscere quei piccoli segnali che ci fanno dire: “Aspetta un attimo, qui qualcosa non torna”.
Che, detta alla maniera di Nonna, suona più o meno così:
“Bello questo robot da cucina a 9,99 euro. Però prima lo faccio vedere a qualcuno, perché io sarò anche nata prima di internet, ma mica sono nata ieri.”
Ecco. Questa è già cybersecurity!
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