Crittografia Informatica Spiegata a Mia Nonna, che Adesso Cripta Anche le E-Mail

06 Febbraio 2026
Crittografia Informatica Spiegata a Mia Nonna, che Adesso Cripta Anche le E-Mail

La rubrica di Basso Informatica per chi desidera informarsi con un pizzico d'ironia

Noi di Basso Informatica Gallarate abbiamo deciso di farti compagnia in un modo speciale: inaugurando una rubrica per neofiti chiamata: "L'Informatica Spiegata a Mia Nonna".

Quindi, che tu sia un freelance, gestisca una PMI o sia semplicemente un appassionato del tema, queste pagine faranno al caso tuo!

Come ci dice il titolo, oggi parleremo del significato di crittografia informatica. A cosa serve? Perché dobbiamo utilizzarla? Oppure... è possibile, nel 2026, farne a meno?

Quanto è diventato difficile usare i PC!

Nel mondo iperconnesso in cui viviamo, concetti come "crittografia", "VPN" o "account violato" fanno parte della conversazione quotidiana. O almeno, dovrebbero.

Perché se è vero che le tecnologie digitali sono ovunque, è altrettanto vero che una buona fetta di utenti (tra cui molti professionisti e imprenditori) ancora oggi le utilizzano senza comprenderne davvero i meccanismi.

Ma se non conosci qualcosa diventi vulnerabile e noi siamo qui proprio per darti conoscenza, partendo da uno degli aspetti più sottovalutati della vita digitale: la protezione delle informazioni. E no, non serve essere un agente segreto o avere file top secret per preoccuparsi della sicurezza dei propri dati.

Serve solo un po' di consapevolezza.

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Cos'è la crittografia e perché dovresti interessartene

Come abbiamo spiegato a Nonna, che definiva il Wi-Fi come "quella cosa che va e che viene", la crittografia è una tecnica che permette di proteggere le informazioni trasformandole in un formato illeggibile per chi non è autorizzato a leggerle.

Nonna non aveva capito tanto bene, quindi le abbiamo fatto un esempio stupido: ci sono due italiani e un tedesco in una stanza. I due italiani, usando la loro lingua, prendono in giro il tedesco. Il tedesco non capisce e si limita ad annuire. I due italiani si stanno scambiano informazioni sensibili "crittografate".

Crittografica informatica: che cos'èSul web avviene la stessa cosa. Se noi ci scambiamo informazioni in italiano e un tedesco ci intercetta, riceverà un file che è un insieme confuso e impossibile da interpretare composto da strani simboli.

Come intuirai, la crittografia non è una tecnologia nuova, ma esiste da secoli per scambiarsi informazioni (ad esempio informazioni militari), ma oggi è diventata centrale nella nostra vita quotidiana e, anche se non ce ne accorgiamo, la utilizziamo ogni giorno quando:

  • Ci colleghiamo a un sito con il lucchetto HTTPS;
  • Inviamo un messaggio tramite WhatsApp;
  • Effettuiamo un pagamento online;
  • Accediamo alla PEC o a una piattaforma di home banking.

Lo facciamo dunque in maniera inconsapevole, eppure quando istruiamo i nostri Clienti all'importanza della crittografia, riceviamo la stessa risposta che ci ha dato Nonna, ovvero: "Ma che mi devono fare? Io non ho nulla da nascondere. Mi possono spiare quanto vogliono".

Ecco, Nonna, il problema sta tutto qui. Non è lo Stato che ti controlla e protegge. Non sono i servizi segreti. Sono i criminali del mondo del web. Gli hacker.

No, Nonna... gli hacker. I criminali informatici. I Loacker sono i wafer!

La falsa sicurezza del “non ho nulla da nascondere”

Questo è forse il fraintendimento più grande: credere che la sicurezza digitale serva solo a chi ha qualcosa da nascondere.

Certo, è normale che un criminale faccia di tutto per proteggersi, ma è di fondamentale importanza anche per la gente comune, inesperta e tendenzialmente indifesa.

Quello che abbiamo fatto capire a Nonna è che ogni informazione personale ha un valore: i tuoi dati anagrafici, le password, i documenti fiscali, le conversazioni email. Ogni piccolo pezzo di informazione può essere utilizzato per costruire attacchi più complessi, come furti d’identità, accessi non autorizzati o truffe mirate.

Pensare che un hacker sia interessato solo ai grandi bersagli, infatti,  è un errore comune e gravissimo.

I criminali informatici colpiscono proprio dove la difesa è più debole: utenti comuni, dispositivi trascurati, abitudini sbagliate. E qui la crittografia entra in gioco come prima linea di difesa, rendendo inaccessibili i dati, anche se qualcuno dovesse riuscire a intercettarli.

E-mail, PEC e messaggi: dove serve la crittografia?

Crittografica informatica: pec mailNel mondo del lavoro (e in particolare per PMI, liberi professionisti e consulenti) proteggere la posta elettronica è una priorità. Soprattutto quando si tratta di scambi con valore legale o che contengono informazioni sensibili.

Un messaggio non crittografato viaggia in chiaro, come una cartolina. Chiunque si trovi sul tragitto tra mittente e destinatario (ad esempio, chi gestisce la rete, chi ha accesso al server, o un software malevolo) può leggerlo.

Utilizzare sistemi di crittografia lato client, oppure protocolli sicuri come S/MIME o PGP, aiuta a evitare che questo accada.
Lo sappiamo, sono acronimi complessi, ma ti invitiamo a ricordare il tedesco che non capisce i due italiani.

Ora, nel caso della Posta Elettronica Certificata (PEC), la trasmissione è protetta dal sistema stesso, ma non sempre il contenuto è cifrato. Ecco perché in certi contesti è utile aggiungere un ulteriore livello di crittografia per garantire che solo il destinatario finale possa accedere alle informazioni.

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Crittografia e consapevolezza digitale: una questione culturale

Parlare di crittografia con un pubblico non tecnico può sembrare complicato, ma è proprio qui che nasce il valore di una buona divulgazione. Non serve parlare di algoritmi, chiavi RSA o curve ellittiche: basta far capire perché è importante proteggere i propri dati.

È un tema che riguarda tutti. Dai giovani iperconnessi che scaricano app senza leggere le autorizzazioni, agli imprenditori che inviano documenti sensibili via mail senza nessuna forma di protezione. La sicurezza digitale non è solo una questione tecnica, ma anche una responsabilità personale e professionale.

Quindi anche nostra Nonna che utilizza il computer portatile come soprammobile (lo ha messo sopra un centrino fatto in uncinetto) e lo accende solo per vedere se le ha scritto l'INPS, ne ha bisogno.

La buona notizia? Proteggere i propri dati è più semplice di quanto sembri!

Crittografica informatica: sicurezza datiOggi esistono strumenti accessibili per tutti: applicazioni di posta che integrano la crittografia, browser che segnalano connessioni non sicure, estensioni gratuite per cifrare messaggi, e perfino app di messaggistica che la attivano di default (WhatsApp, ad esempio).

Non serve diventare esperti informatici: basta iniziare ad adottare piccole abitudini, come controllare se un sito è sicuro prima di inserire dati, usare password diverse per ogni account e attivare l’autenticazione a due fattori. La crittografia è solo uno degli strumenti a disposizione, ma rappresenta un passo fondamentale verso un uso più consapevole della tecnologia.

Ne esploreremo degli altri (relativi alla sicurezza e non solo) nel corso di questa rubrica!

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