Noi di Basso Informatica Gallarate siamo qui per parlare di un tema controverso, ovvero l'obsolescenza programmata. Chi possiede un computer ne ha sentito parlare almeno una volta e questo tema è spesso avvalorato dalla comparsa di disagi tecnici come il PC che inizia a rallentare, alcuni programmi che non si aprono più o un sistema operativo sempre più instabile dopo gli aggiornamenti, soprattutto in ambiente Apple.
Col passare degli anni, sempre più utenti hanno iniziato a farsi una domanda: "È davvero una semplice usura o dietro c’è qualcosa di pianificato?".
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza, sfatando qualche mito e insegnandoti a proteggere il tuo PC ma, prima di tutto, spieghiamo a cosa ci riferiamo quando parliamo di obsolescenza programmata o obsolescenza pianificata.
Con questo termine ci si riferisce a una banale strategia industriale in cui un prodotto viene progettato con una "data di scadenza". In parole semplici: si rompe o diventa inutilizzabile prima del previsto, spingendo il consumatore a comprare un modello nuovo.
Questo concetto è diventato popolare soprattutto nel mondo degli elettrodomestici e degli smartphone, ma può essere applicato anche ai computer, seppur in maniera più subdola e meno evidente.
Uno degli aspetti più interessanti che ha spinto gli utenti a parlare di obsolescenza pianificata, è che spesso non è l’hardware a diventare obsoleto, ma il software che lo supporta. E qui entra in gioco un tema delicato: gli aggiornamenti di sistema.
Per fare un po' di chiarezza ti basta pensare a delle scelte come:
Per intenderci, molti computer perfettamente funzionanti non possono installare Windows 11 semplicemente perché non hanno il chip TPM 2.0, un componente che non ha nulla a che vedere con le prestazioni reali del dispositivo. Questo significa che, pur avendo un hardware valido, l’utente è spinto a cambiare macchina solo per motivi di compatibilità software.
Quindi la domanda sorge spontanea: questo è un modo subdolo per spingere i consumatori a cambiare il proprio PC?
Sì, ma non è solo colpa delle aziende. In tutto ciò rientrano anche le abitudini del consumatore del nuovo millennio. Al giorno d'oggi, viviamo in un mondo in cui il concetto di "nuovo" è legato a "più performante" e in tutto questo il marketing fa il suo gioco, portando i clienti a sostituire il proprio computer quando, magari, avrebbe bisogno solo di un servizio di assistenza.
A questo concetto c'è da aggiungere che l'utilizzo dei PC post-pandemia è totalmente cambiato, perché si fanno più videochiamate, si lavora in cloud e si usano programmi più pesanti. Le nuove dinamiche, quindi, incidono di più sulla percezione di un PC lento e vecchio.
Ciò che ci teniamo a sottolineare è che, come sempre, la verità sta in mezzo: le aziende continuano a creare tecnologia migliore che ci spinge a cambiare più spesso i nostri dispositivi ma, allo stesso tempo, PC che sembrano lenti o inutilizzabili possono essere recuperati con interventi mirati, offrendo loro altri due o tre anni di vita con prestazioni nella media, e non è poco!
Forse è troppo presto per cambiare il tuo PC
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Non potevamo arrivare alla fine del nostro articolo senza darti dei consigli utili sulla cura del tuo PC com'è nello stile di Basso Informatica Gallarate. Quindi come si fa a contrastare l'obsolescenza? Utilizzando delle accortezze già in fase d'acquisto.
Per prima cosa, scegli dei PC con componenti aggiornabili: acquista solo computer con RAM e SSD facilmente accessibili, evitando modelli che hanno tutto saldato intorno alla scheda madre, perché sono più difficili da riparare.
Nel caso in cui la tua macchina diventi troppo lenta, valuta di installare un sistema operativo alternativo a Windows. Stiamo parlando di Linux, un sistema operativo open-source che è caratterizzato per la sua leggerezza (e sicurezza) e ciò lo rende l'alleato perfetto per modelli più datati.
Fai manutenzione regolare. Questo aspetto è fondamentale e lo ripetiamo quasi in ogni nostro articolo: una semplice pulizia fisica (e software) ogni 6 o 12 mesi, previene rallentamenti e problemi di surriscaldamento.
Infine, arriva il consiglio che in questo caso specifico è il più importante di tutti: acquista per criterio e non per moda. La maggior parte delle volte non serve un PC di ultimo modello, ma ne basta uno di fascia media che, con la giusta cura, può durare tranquillamente 7 o 8 anni.
Speriamo che questo articolo ti abbia dato una visione più ampia delle cose e che da oggi tu possa portare il tuo PC a delle performance più stabili nel tempo. Ma non dimenticare che, per qualsiasi problema, puoi sempre contattare il nostro servizio di assistenza!
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